Effetti collaterali e controindicazioni della terapia anti-idrope


La mia terapia, in ogni sua componente, è stata studiata proprio per non avere neanche il più piccolo rischio di conseguenza negativa, e non ne ha se si escludono possibili lievi effetti inevitabili come l’aumento della diuresi dovuto alla necessità di bere molta acqua.

In particolare è importante sapere che i neurofarmaci, la componente che sembra più preoccupare i pazienti, sono prescritti con una modalità e a dosaggi tali da non dare alcun effetto negativo se non lievi, possibili effetti dose dipendente che si riducono calando la dosa giornaliera.
Gli unici effetti realmente possibili correlati all’impiego dei neurofarmaci, sono un possibile calo della libido, che può determinare eiaculazione ritardata negli uomini e perfino anorgasmia in entrambi i sessi (effetto non accettabile ma assolutamente transitorio e dose dipendente, che scompare calando la dose, se si verificasse), una discutibile sonnolenza dichiarata da alcuni pazienti, curiosamente presente in quelli che avevano timore a prendere i farmaci e molto più rara in chi li assume senza alcun problema e con serenità, ma anch’essa spesso solo transitoria e comunque perfettamente reversibile, e nelle donne, possibili alterazioni del ciclo mestruale o turgore al seno, a causa del possibile aumento della prolattina, spesso peraltro già aumentata essendo un ormone da stress.

Anche la terapia cortisonica grazie alla sua associazione con il carico di liquidi non ha alcun effetto negativo. Nessuno.
Se affermo di aver messo in terapia diverse migliaia di pazienti senza aver mai riscontrato alcun effetto collaterale importante o conseguenza irreversibile, esistono solo tre possibilità: o sto mentendo sulla mia esperienza, o sto nascondendo effetti negativi a me noti o… sto dicendo la verità. L’errore in buona fede non può essere preso in considerazione in questo caso. Per cui se ritenete che io stia mentendo volontariamente non dovete accettare proprio me come medico e non solo temere o rifiutare per paura delle conseguenze solo parte della mia terapia. Anche perché nella gestione di una malattia psicosomatica la fiducia assoluta e il rapporto aperto con il medico è elemento fondamentale della cura stessa. Se fare la terapia deve essere causa di ulteriori ansie e stress è meglio non farla perché potrebbe non essere di aiuto.

Ci sono comunque delle possibile controindicazioni o limitazioni alla terapia per alcune componenti, che vengono preventivamente escluse non solo con il colloquio con il paziente ma richiedendo alcuni semplici esami di laboratorio.

In generale l’approccio di base al problema è sostanzialmente lo stesso per tutti, almeno all’inizio del trattamento, ma a volte è possibile o necessario proporre una terapia modificata.

• La terapia, nell’attuale protocollo non è proponibile nei bambini. Negli adolescenti può essere valutata la possibilità di attuarla, comunque senza neurofarmaci, dopo colloquio diretto con me.
• Qualora si stiano già assumendo altri neurofarmaci (tranquillanti, sonniferi, miorilassanti, antiepilettici) sarà necessario dopo la consulenza, consultare anche lo spichiatra o il neurologo che segue il paziente per chiedere il nulla osta alla modifica della terapia in corso.
• La dieta, se necessaria, per quanto limitata a brevi cicli è incompatibile con un regime rigidamente vegetariano.
• Durante i soli cicli di dieta rigida, se necessari, non sarà possibile svolgere attività sportiva.
• La terapia è incompatibile con l’uso di diuretici per via orale, prescritti quale trattamento di una eventuale ipertensione o erroneamente prescritti quale cura per l’idrope, ma in entrambi i casi questi farmaci possono essere sospesi senza problemi.
• La terapia cortisonica potrebbe essere controindicata in pazienti affetti da: diabete, osteporosi, patologie del fegato (esclusa pregressa epatite che non è controindicazione), ulcera gastrica attiva e altre condizioni da valutare. In questi casi dopo la consulenza sarà necessario richiedere un nulla osta allo specialista di competenza, ma comunque la terapia può essere effettuata anche senza cortisonici, sebbene ovviamente l’uso di ogni risorsa offra maggiori chances di risultato.
• Le fleboclisi e più raramente anche il carico idrico sono controindicati in pazienti con insufficienza cardiaca (scompenso cardiaco, miocardiopatie) e per alcune patologie renali.

Quindi come vedete, non esiste alcun motivo logico di temere la terapia, che può solo dare benefici e nessuna conseguenza negativa.

Ma d’altra parte questo è un blog aperto ai commenti… E se qualcuno dei miei pazienti può riferire effetti collaterali diversi da quelli da me segnalati lo può fare in questa sede. Lo abbiamo spesso già fatto anche in facebook. Con sondaggi che confermavano quanto sopra, semmai ce ne fosse bisogno.

Non saranno però accettate in questa pagina testimonianze anonime sia positive che negative.

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1 commento

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Una risposta a “Effetti collaterali e controindicazioni della terapia anti-idrope

  1. Mara Gasparini

    ciao, sono Mara Gasparini e sono in cura con il dottore La Torre, posso dire che tutto ciò che ha scritto è tutto vero!! ed il mio acufene è diminuito tantissimo!! posso solo ringraziarlo

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